Comunicato stampa di swissAI del 7 gennaio 2026

Il problema: l’introduzione dell’IA senza controllo e senza formazione
Come ha evidenziato il giornalista freelance e direttore del centro studi MAZ Reto Vogt nella sua inchiesta per la «NZZ am Sonntag» del 4 gennaio 2026, l’attivazione di Copilot di Microsoft in Parlamento è avvenuta di fatto in modo autonomo da parte del gruppo tecnologico americano – senza una delibera ufficiale della Confederazione, senza linee guida chiare, senza responsabilità definite e senza trasparenza. L’introduzione è avvenuta praticamente di nascosto. Ciò ha creato una zona grigia dal punto di vista giuridico e della politica di sicurezza.

I parlamentari e il personale amministrativo lavorano con informazioni sensibili, in parte riservate. Ciononostante, non sono stati introdotti né corsi di formazione su larga scala né linee guida vincolanti. Chi utilizza l’intelligenza artificiale senza comprenderne il funzionamento, i limiti e i rischi non può né assumersi responsabilità né instaurare un clima di fiducia, né all’interno delle istituzioni né nei confronti dell’opinione pubblica.

L'uso dell'IA è innanzitutto una questione di leadership
La situazione mette in luce un problema fondamentale di governance nell'uso dell'IA. Le istituzioni politiche devono chiarire se, a quale scopo e a quali condizioni venga impiegata l’IA. Qual è la concezione di sovranità digitale da adottare? Quali dati possono essere trattati? Chi decide in merito al suo impiego e chi ne assume la responsabilità? A queste domande occorre dare una risposta politica prima che i sistemi tecnici vengano utilizzati in modo produttivo. In molti contesti questa consapevolezza manca.

swissAI raccomanda un impiego competente e controllato dell’IA
«La nostra democrazia diretta si basa sulla fiducia nelle istituzioni statali e sull’indipendenza dalle influenze esterne. L’IA è uno strumento potente in grado di migliorare i nostri processi, ma solo se garantiamo trasparenza, competenza e processi decisionali sovrani», afferma Chris Beyeler, presidente di swissAI.

Nel caso in esame, swissAI raccomanda:

Chiarimenti politici: il Parlamento dovrebbe definire, nell’ambito di un ampio dialogo, quali applicazioni siano ammesse e come garantire la sovranità digitale della Svizzera.
Sviluppo delle competenze: una valutazione delle esigenze formative e corsi di aggiornamento mirati per il Parlamento e l’amministrazione, al fine di comprendere i rischi e cogliere le opportunità.
Coinvolgimento di esperti: organismi specializzati indipendenti dovrebbero supportare la valutazione tecnica ed etica e garantire che l’implementazione sia in linea con la protezione dei dati e i valori della Svizzera.

Sovranità nell’uso dell’IA
La Svizzera dispone di un eccellente know-how nel campo dell’intelligenza artificiale. Questo potenziale deve essere sfruttato in modo coordinato, responsabile e sovrano. L’IA può rappresentare un vantaggio competitivo. È tuttavia necessario che la sua introduzione avvenga in modo professionale e non sia lasciata al caso o a meccanismi di licenza.